Crisi delle Granfondo MTB: È ora di rifondare il sistema mettendo al centro l’amatore

Crisi delle Granfondo MTB: È ora di rifondare il sistema mettendo al centro l’amatore

13 Ottobre 2026 Off di Pasquale Nicolardi

La crisi del settore Granfondo e Marathon non nasce oggi, ma è il risultato di un modello che da almeno 5 o 6 anni ha smesso di ascoltare la sua base. Gli amatori sono sempre stati il vero motore economico e umano del movimento, ma oggi quel motore è privo di carburante: costi insostenibili, format rigidi e una deriva troppo esasperata dall’agonismo hanno allontanato migliaia di appassionati.

Se vogliamo salvare gli eventi sul territorio e dare un futuro agli organizzatori, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che il vecchio sistema ha fallito e che serve un cambio di paradigma profondo.

Il modello tradizionale delle partenze di massa basato esclusivamente sull’agonismo mostra oggi i suoi limiti strutturali.. Fonte: Cycling News

1. Innovare il format: dall’ossessione del cronometro all’esperienza

L’agonismo deve rimanere un valore fondamentale per gli Elite e per chi ama la competizione pura contro il tempo. Tuttavia, è urgente affiancare un format parallelo, fluido ed escursionistico sullo stesso percorso.

Bisogna permettere a chi vuole godersi i sentieri, i paesaggi e la giornata in bici di farlo con lo spirito giusto, senza l’ansia delle griglie di partenza, dei cancelli orari stringenti o dell’ossessione per la classifica finale. L’evento deve tornare a essere una vera festa delle ruote grasse.

La bellezza del fuoristrada vissuta come esperienza di scoperta e contatto con la natura, aperta a tutti i ritmi.. Fonte: Bike-Magazin.de

2. Ridefinire i ristori: da tappe veloci a momenti d’accoglienza

Per chi non corre contro il cronometro, il ristoro non può e non deve essere una semplice fermata tecnica per ingoiare un gel energetico al volo.

Trasformare i ristori in veri e propri punti di valorizzazione enogastronomica e territoriale, con prodotti tipici locali e un’atmosfera conviviale, restituisce valore all’iscrizione e trasforma la pedalata in un’esperienza memorabile e rilassante.

3. Aprire con intelligenza al mondo e-MTB

L’avvento delle e-MTB ha cambiato per sempre il ciclismo fuoristrada, ma spesso la pedalata assistita viene ancora vista con diffidenza o gestita male negli eventi tradizionali.

Inserire le e-MTB all’interno della modalità non competitiva/escursionistica permette di:

  • Ampliare in modo esponenziale il bacino dei partecipanti.

  • Includere chi ha meno allenamento o chi desidera accompagnare amici più preparati.

  • Vivere la montagna e i grandi percorsi marathon senza sofferenze estreme.

4. Fare rete con il territorio: il pacchetto accoglienza

Oggi partecipare a un evento richiede un investimento economico importante tra quota d’iscrizione, carburante, pedaggi autostradali e pernottamento. Gli organizzatori non possono più muoversi in solitudine.

È fondamentale stringere accordi strategici e convenzioni reali con le strutture ricettive, i ristoratori e gli enti locali. Offrire pacchetti di accoglienza a prezzi agevolati e servizi dedicati alle famiglie non è più un semplice “optional”, ma l’unica ancora di salvezza per incentivare la presenza di chi arriva da fuori regione.

Il valore della sosta e della condivisione all’aria aperta, cardine di un turismo lento e sostenibile.. Fonte: BIKEPACKING.com

Conclusioni: Ripartire si può

Ripartire si può, ma soltanto ridando centralità alle esigenze reali di chi ogni weekend sceglie di salire in sella per pura passione e voglia di condividere la natura.

E tu cosa ne pensi? Il modello attuale delle Granfondo/Marathon è ancora recuperabile o serve una frattura netta con il passato? Lascia un commento su https://www.facebook.com/NicolardiPasquale