Monti Simbruini in Mountain Bike: una trasferta tra vecchi amici, sentieri e grigliate!

Monti Simbruini in Mountain Bike: una trasferta tra vecchi amici, sentieri e grigliate!

24 Ottobre 2026 Off di Pasquale Nicolardi

Ci sono uscite in mountain bike in cui contano i chilometri, il dislivello e la difficoltà del percorso. E poi ci sono quelle in cui la cosa più importante è ritrovarsi, tornare a pedalare insieme come ai vecchi tempi e scoprire che, anche se gli anni passano, la voglia di divertirsi è rimasta esattamente la stessa!

È proprio quello che è successo sabato 3 ottobre 2026, quando io, Roberto e Fabietto abbiamo raggiunto il nostro amico Mirko a Camporotondo, sui Monti Simbruini, per una trasferta in mountain bike che aspettavamo da tempo.

Dopo qualche anno, alcuni di noi di MTB Pomezia hanno deciso di organizzare una piccola fuga dalla routine, proprio come quando partecipavamo alle gare e condividevamo trasferte, fatiche, risate e avventure in bicicletta.

Questa volta, però, niente cronometro, niente classifiche e soprattutto nessuna voglia di arrivare primi! O meglio, la voglia di arrivare c’era, ma possibilmente con tutte le energie necessarie per affrontare anche quello che ci aspettava a tavola.

Preparatevi, perché questa è la storia di una splendida escursione sui Monti Simbruini in Mountain Bike, tra salite impegnative, discese tecniche, panorami appenninici, specialità locali e una grigliata finale che, diciamolo, ha avuto un ruolo tutt’altro che secondario nella riuscita della trasferta!

Il ritrovo a Camporotondo: MTB Pomezia torna in trasferta

La nostra avventura comincia a Camporotondo, dove Mirko ci ha ospitati nella sua bellissima casetta di vacanza, immersa nella natura e circondata dalla tranquillità della montagna.

Arrivare in un posto del genere, sapendo di avere davanti una giornata intera da trascorrere in bicicletta con gli amici, è già un ottimo modo per cominciare il fine settimana.

Io, Roberto e Fabietto abbiamo raggiunto Mirko sabato mattina e, dopo i saluti e i primi racconti, è arrivato il momento di preparare le bici e partire.

Ritrovarsi dopo tanto tempo ha un sapore particolare. Con alcuni amici hai condiviso gare, allenamenti, trasferte e momenti difficili, e basta poco per ritrovare quella confidenza che sembrava non essersi mai interrotta.

Naturalmente, dopo i primi minuti di chiacchiere, siamo passati alla parte seria della giornata: decidere come affrontare il percorso e metterci finalmente in sella!

La destinazione era chiara: esplorare i Monti Simbruini, raggiungere Campo Staffi e proseguire verso il Santuario della Santissima Trinità, per poi rientrare a Camporotondo.

Una bella escursione, un gruppo affiatato e una montagna tutta da scoprire. Cosa poteva andare storto? Beh, intanto bisognava pedalare!

Monti Simbruini in Mountain Bike: un territorio da esplorare

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini è una delle aree naturali più interessanti dell’Appennino laziale. Si estende per circa 30.000 ettari e comprende boschi, estese faggete, altopiani carsici, sorgenti e cime che raggiungono i 2.000 metri. Un ambiente che offre tantissime possibilità a chi ama la montagna e le attività all’aria aperta.

Il territorio è attraversato da una rete di oltre 40 sentieri censiti, che permette di conoscere paesaggi molto diversi tra loro, passando dai boschi agli spazi aperti di alta quota. Non tutti gli itinerari sono automaticamente adatti a qualsiasi tipo di bicicletta o livello tecnico: occorre sempre valutare il fondo, la difficoltà e le condizioni effettive del percorso.

Per noi, l’obiettivo non era soltanto macinare chilometri, ma goderci una giornata lontano dal traffico, immersi nella natura e in compagnia.

I Monti Simbruini sono perfetti per questo spirito di esplorazione: salite che mettono alla prova le gambe, tratti panoramici che invitano a fermarsi e sentieri che richiedono attenzione e capacità di adattamento.

E noi, naturalmente, eravamo pronti ad affrontare tutto questo. Almeno fino a quando la salita non avrebbe cominciato a presentarci il conto!

Da Camporotondo a Campo Staffi: la salita si fa sentire

Dopo la partenza da Camporotondo, ci siamo diretti verso Campo Staffi, affrontando il tratto più impegnativo della nostra escursione.

La salita è stata abbastanza dura e, chilometro dopo chilometro, abbiamo dovuto gestire le energie per arrivare in quota senza bruciare tutte le cartucce troppo presto.

In queste situazioni, pedalare con gli amici aiuta parecchio. Ci si aspetta, si scambia qualche battuta e si cerca di mantenere un ritmo che permetta a tutti di godersi la giornata.

Naturalmente, tra una pedalata e l’altra, non sono mancati i commenti sulla pendenza e le classiche frasi che ogni biker conosce bene: «Ma quanto manca?» oppure «Dai, ormai siamo arrivati!».

Una di quelle affermazioni che, in montagna, possono voler dire praticamente qualsiasi cosa!

La fatica, però, fa parte del gioco. Ed è proprio il contrasto tra le salite impegnative e le discese successive a rendere queste escursioni così divertenti.

Una volta raggiunta la zona di Campo Staffi, ci siamo concessi la prima sosta della giornata. E qui è entrato in scena un altro protagonista della trasferta: il Rifugio Viperella.

Rifugio Viperella: salumi, formaggi e la prima meritata sosta

Dopo la salita, fermarsi al Rifugio Viperella è stato un vero piacere.

Il rifugio si trova nella zona di Campo Staffi, in un ambiente montano circondato da boschi e paesaggi appenninici. È un punto di riferimento per chi frequenta queste montagne e propone anche cucina legata alla tradizione locale.

Noi abbiamo scelto un bel tagliere di salumi e formaggi del posto, il modo ideale per recuperare un po’ di energie e concederci una pausa prima di ripartire.

Diciamolo: dopo una salita impegnativa, anche un semplice tagliere può diventare un’esperienza gastronomica memorabile!

Seduti insieme, abbiamo potuto rilassarci, ammirare il paesaggio e riprendere fiato. Perché andare in mountain bike non significa necessariamente pedalare senza fermarsi: significa anche sapere quando è il momento di rallentare e godersi ciò che il territorio ha da offrire.

E poi, quando sei in compagnia di vecchi amici, una sosta diventa inevitabilmente un’occasione per raccontare aneddoti, ricordare le gare passate e scherzare su tutto quello che abbiamo combinato negli anni.

Naturalmente, non potevamo perdere troppo tempo. La seconda parte dell’itinerario ci aspettava e, a quanto pareva, il bello doveva ancora arrivare.

Verso il Santuario della Santissima Trinità: meno fatica, più tecnica!

Lasciato il Rifugio Viperella, abbiamo ripreso il nostro itinerario in direzione del Santuario della Santissima Trinità.

Dal punto di vista fisico, questa parte del giro è stata più semplice rispetto alla lunga salita verso Campo Staffi. Ma non fatevi ingannare: meno fatica non significa necessariamente meno difficoltà!

Il percorso è stato caratterizzato da tratti prevalentemente in discesa, con passaggi tecnici che hanno richiesto attenzione, controllo della bici e una buona lettura del terreno.

È proprio questo uno degli aspetti che preferisco della mountain bike. Dopo aver faticato in salita, arriva il momento di divertirsi in discesa, affrontando il sentiero e cercando la traiettoria migliore.

Naturalmente, quando si pedala in gruppo, bisogna sempre rispettare il ritmo di ciascuno, mantenere le distanze e non lasciarsi prendere dalla voglia di esagerare. Il divertimento è bello quando tutti possono goderselo in sicurezza.

Tra un passaggio tecnico e l’altro, abbiamo continuato a scendere verso la nostra destinazione, attraversando un ambiente che rende questa zona dei Simbruini particolarmente interessante per chi ama l’escursionismo e la mountain bike.

Finalmente siamo arrivati nei pressi del Santuario della Santissima Trinità, pronti per una pausa diversa da quella fatta in quota.

Il Santuario della Santissima Trinità: una sosta tra spiritualità e natura

Il Santuario della Santissima Trinità, nel territorio di Vallepietra, è una meta di grande importanza religiosa e un luogo immerso in uno scenario montano suggestivo.

Arrivarci in bicicletta, dopo una salita impegnativa e una lunga sezione di sentieri, ha reso la visita ancora più piacevole.

Abbiamo dedicato un po’ di tempo al Santuario, approfittando della sosta per visitare il luogo e respirare l’atmosfera particolare che si percepisce in questa zona.

Per chi ama le escursioni, raggiungere una destinazione che unisce natura, storia e spiritualità aggiunge qualcosa in più alla semplice esperienza sportiva. Non si tratta soltanto di completare un percorso, ma anche di scoprire luoghi che raccontano tradizioni e storie del territorio.

Naturalmente, dopo tutta quella pedalata, era arrivato anche il momento di pensare allo stomaco!

E così, prima di ripartire, abbiamo organizzato una merenda veloce con un panino e salsiccia, accompagnato da una bella birretta.

Lo so, qualcuno potrebbe pensare che dopo un tagliere al rifugio non fosse proprio indispensabile. Ma chi va in mountain bike sa benissimo che le calorie consumate vanno pur sempre recuperate… almeno secondo la nostra personale interpretazione della scienza della nutrizione!

Scherzi a parte, era il momento di ricaricare le energie prima di affrontare l’ultimo tratto della giornata.

Il rientro a Camporotondo: si torna alla base

Dopo la visita al Santuario e la nostra pausa gastronomica, abbiamo rimesso i caschi e siamo ripartiti verso Camporotondo.

Il bello delle escursioni in montagna è anche questo: il rientro rappresenta il momento in cui puoi ripensare alla giornata, alle difficoltà affrontate e ai passaggi più divertenti.

Dopo la salita verso Campo Staffi e i tratti tecnici in discesa, la voglia di tornare alla casetta di Mirko era tanta. Ci aspettava una doccia calda, un po’ di relax e, soprattutto, una serata che avrebbe completato nel migliore dei modi la nostra trasferta.

Ma prima dovevamo terminare il giro e riportare le bici alla base.

Una volta arrivati a Camporotondo, la sensazione era quella di aver vissuto una vera giornata di montagna: fatica, panorami, sentieri, soste e tante risate.

Eppure, se pensate che l’avventura fosse finita con il rientro, vi sbagliate di grosso!

Perché noi di MTB Pomezia, quando ci ritroviamo, difficilmente ci limitiamo a una pedalata.

Doccia calda e grigliata: il vero gran finale!

Dopo una bella doccia calda, ci siamo preparati per la seconda grande attività della giornata: la grigliata!

A Camporotondo ci aspettava una serata in compagnia, con la brace pronta e una tavola che prometteva decisamente bene.

Nel menu c’erano salsicce, bistecche, arrosticini e, naturalmente, birra gelata.

Dopo tutti quei chilometri, il dislivello e i sentieri tecnici, direi che ce l’eravamo meritata. O almeno, questa è stata la nostra conclusione ufficiale!

La grigliata è diventata il momento perfetto per rilassarci e continuare a parlare delle nostre avventure passate. Tra una portata e l’altra sono riaffiorati ricordi di gare, trasferte, allenamenti e situazioni che, a distanza di anni, fanno ancora sorridere.

È proprio questo il bello di condividere la passione per la bicicletta: il rapporto tra compagni di avventura non si esaurisce quando si scende dalla sella.

La mountain bike ci ha fatto incontrare, ci ha portato a conoscere posti nuovi e ci ha regalato esperienze che continuano a unirci anche quando non riusciamo a pedalare insieme con la stessa frequenza di una volta.

E quella sera, tra brace, risate e birra, abbiamo avuto la conferma che certe amicizie non hanno bisogno di allenamenti settimanali per rimanere vive.

Una passeggiata notturna e una bella dormita

Dopo cena, invece di buttarci subito a letto, abbiamo deciso di fare una passeggiata notturna.

La temperatura era frizzantina, quella tipica delle serate di montagna in cui una giacca in più fa sempre comodo. L’aria fresca, il silenzio e la tranquillità di Camporotondo ci hanno permesso di concludere la giornata con un momento di relax.

Niente rumore del traffico, niente fretta e niente sveglie da controllare ogni cinque minuti. Soltanto la montagna, gli amici e la soddisfazione di aver trascorso una giornata piena.

Dopo una lunga escursione in mountain bike e una cena abbondante, la stanchezza ha cominciato inevitabilmente a farsi sentire.

Siamo quindi rientrati nella casetta di Mirko, pronti per una bella dormita.

E credetemi: dopo una giornata del genere, il sonno arriva senza bisogno di contare le pecore!

Domenica mattina: colazione, ricordi e racconti di una vita in MTB

La domenica è iniziata senza fretta, con una bella colazione tutti insieme.

È stato forse uno dei momenti più belli della trasferta, perché ci ha permesso di sederci attorno al tavolo e riprendere i racconti della sera precedente.

Quando si ritrovano amici che hanno condiviso tanti anni di gare e avventure, gli argomenti non mancano mai. Una storia tira l’altra, un episodio ne richiama un altro e ci si ritrova a parlare di esperienze che sembravano dimenticate.

Abbiamo ricordato le nostre gare, le trasferte, le fatiche e le tante situazioni vissute quando partecipavamo con maggiore frequenza alle competizioni.

E naturalmente non sono mancati gli aneddoti divertenti, quelli che probabilmente abbiamo raccontato decine di volte ma che, ogni volta, riescono a farci ridere come se fosse la prima.

Sono momenti semplici, ma hanno un valore enorme. Perché il tempo passa, gli impegni aumentano e non sempre è facile organizzare un fine settimana insieme.

Eppure, quando si riesce a farlo, ci si accorge che basta poco per ritrovare lo stesso entusiasmo di un tempo.

La domenica è trascorsa così, tra colazione, chiacchiere e ricordi, con la consapevolezza di aver condiviso qualcosa che andava ben oltre una semplice escursione in bicicletta.

Dopo pranzo, il ritorno a casa

Come tutte le belle cose, anche questa trasferta è arrivata alla conclusione.

Dopo pranzo ci siamo preparati per tornare a casa, salutando Mirko e ringraziandolo per l’ospitalità e per averci messo a disposizione la sua bellissima casetta a Camporotondo.

Siamo ripartiti con la stanchezza di una giornata intensa, ma soprattutto con la soddisfazione di aver trascorso un fine settimana speciale.

Abbiamo pedalato, faticato, affrontato sentieri tecnici, mangiato bene e, soprattutto, passato del tempo insieme.

Non servono necessariamente grandi viaggi o eventi organizzati per vivere esperienze memorabili. A volte basta trovare il tempo per raggiungere un amico, preparare le bici e partire verso una nuova avventura.

E magari, al ritorno, programmare già la prossima trasferta!

La traccia GPS della nostra escursione sui Monti Simbruini

Per chi desidera conoscere meglio l’itinerario che abbiamo seguito, ho condiviso la traccia completa su Komoot.

👉 Consulta la traccia GPS e i luoghi di passaggio su Komoot

La traccia è un riferimento utile per consultare il percorso registrato e valutare una possibile escursione personale. Prima di partire, però, è importante controllare le condizioni aggiornate dei sentieri, le eventuali limitazioni e la compatibilità dell’itinerario con il proprio livello tecnico e con la propria bicicletta.

Il Parco dei Monti Simbruini raccomanda di affrontare la montagna con le dovute precauzioni, informandosi sulle condizioni locali e portando un equipaggiamento adeguato.

Conclusioni: la mountain bike è anche amicizia

Questa trasferta sui Monti Simbruini in Mountain Bike mi ha ricordato ancora una volta perché amo così tanto questo sport.

Certo, ci sono le salite da conquistare, i sentieri da affrontare, le discese tecniche e i panorami che ripagano della fatica. Ma, se devo scegliere ciò che rende davvero speciale una giornata come questa, metto al primo posto le persone con cui la condivido.

Ritrovarsi con Roberto, Fabietto e Mirko, dopo qualche anno, è stato un po’ come tornare ai tempi delle gare. La stessa voglia di stare insieme, la stessa passione per la bicicletta e quella capacità di trasformare una semplice uscita in un ricordo da custodire.

E poi, diciamolo: una giornata che comincia con una salita impegnativa, prosegue con salumi e formaggi, continua con panino e salsiccia e termina con una grigliata non può certo essere considerata un’uscita qualunque!

Un ringraziamento speciale a Mirko per l’ospitalità e a tutti gli amici che hanno reso possibile questo bellissimo fine settimana.

Adesso non ci resta che organizzare la prossima trasferta. Magari scegliendo un altro itinerario, un’altra montagna e, perché no, un nuovo rifugio dove fermarci a mangiare!

Perché gli anni passano, le gare possono diventare un ricordo, ma la passione per la mountain bike e l’amicizia restano.

Alla prossima avventura, sempre in sella e sempre in compagnia! 🚵‍♂️

IL FILM COMPLETO DELLA NOSTRA AVVENTURA

https://youtu.be/dkH0j8FZ_nk